È una dieta che si ispira al “piatto unico” di Harvard: 50% tra verdura (prevalente) e frutta, 25% di fonti proteiche (pesce, pollame, legumi e frutta secca) e 25% di cereali integrali, con un apporto calorico giornaliero di circa 3000 kcal per gli uomini e 2000 kcal per le donne.
Gli astronauti mangiano alimenti normali ma liofilizzati, disidratati, inscatolati o sottovuoto; così da avere una lunga conservabilità. Sono invece vietati i cibi che possono produrre briciole, che poi fluttuerebbero nelle stazioni spaziali. Pane, biscotti o simili sono quindi off-limits nello spazio. Si deve rinunciare anche agli spaghetti, perché in assenza di gravità diventa complicato far bollire l’acqua, senza contare che avere del vapore in giro per i locali spaziali non è bella cosa. I cibi solidi si mangiano con forchetta o cucchiaio, mentre i liquidi bevono con la cannuccia.
Ogni astronauta ha poi diritto a scegliere un cibo preferito da portarsi in orbita e l’alimento maggiormente gradito è risultato essere il cocktail di gamberi.
Inoltre, poiché l’esperienza ha mostrato come il prolungato soggiorno in condizioni di microgravità porti ad una riduzione della massa ossea, gli astronauti ricevono anche integrazioni di vitamina D e K.
Tanto sulla Terra che in orbita, il mantenimento di un buono stato di salute passa attraverso l’attività fisica, pertanto gli astronauti devono farsi una pedalata su di una cyclette ogni giorno.
Nello spazio non ci sono supermercati
Gli astronauti non possono fare la spesa, mangiano solo quello che si sono portati da casa e se nei voli brevi la conservazione è un problema relativo, sulla stazione spaziale orbitante, lo è. Ora lo è un po’ meno, perché adesso anche questa struttura è dotata di frigoriferi, ma gli alimenti devono essere commestibili per almeno 6 mesi. Per questo gli alimenti vengono privati di acqua, sterilizzati o irraggiati, tutto per aumentare la loro vita utile.
Questione di gusti (a sentirli, però)
Uno dei problemi segnalati dagli astronauti, è l’alterata percezione dei gusti e dei sapori, questo perché una volta in orbita, soffrono di congestione dele vie aeree, come se avessero il raffreddore. Il disturbo gradualmente si attenua, ma in modo variabile. Per ovviare a questo problema, molti cibi da astronauta sono speziati.
Redatto da:
Filippo Rossi
Ricercatore in Nutrizione Umana
Dipartimento DiANA
Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali
Università Cattolica del Sacro Cuore, Piacenza
